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Gesù Cristo portatore dell’acqua viva

mercoledì, 1 ottobre 2008

Pontificio Consiglio della Cultura e Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, 2003

Il Cristo Cosmico. Nei primi tempi del cristianesimo, i credenti in Gesù Cristo furono costretti ad affrontare le religioni gnostiche. Non le ignorarono, ma presero questa sfida positivamente e applicarono a Cristo stesso i termini utilizzati per le divinità cosmiche. L’esempio più chiaro di questo è il famoso inno a Cristo contenuto nella Lettera che San Paolo rivolge alla comunità cristiana di Colossi:

Egli è l’immagine del Dio invisibile, generato prima di ogni creatura;poiché per mezzo di lui sono state create tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili: Troni, Dominazioni, Principati e Potestà. Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui. Egli è prima di tutte le cose e tutte sussistono in lui. Egli è anche il capo del corpo, cioè della Chiesa; il principio, il primogenito di coloro che risuscitano dai morti, per ottenere il primato su tute le cose. Perché piacque a Dio di fare abitare in lui ogni pienezza e per mezzo di lui riconciliare a sé tutte le cose, rappacificando con il sangue della sua croce cioè per mezzo di lui, le cose che stanno sulla terra e quelle nei cieli (Col 1, 15-20).

Per questi primi cristiani non c’era alcuna nuova era cosmica da attendere. Con questo inno celebravano il compimento di tutte le cose iniziato con Cristo. « Il tempo in realtà si è compiuto per il fatto stesso che Dio, con l’incarnazione, si è calato dentro la storia dell’uomo. L’eternità è entrata nel tempo: quale “compimento” più grande di questo? Quale altro “compimento” sarebbe possibile? ». Il credo gnostico nei poteri cosmici e in un qualche oscuro tipo di destino nega la possibilità di un rapporto con un Dio personale rivelato in Cristo. Per i cristiani, il vero Cristo cosmico è colui che è attivamente presente nei vari membri del suo corpo, che è la Chiesa. Non si rivolgono a poteri cosmici impersonali, ma alla sollecitudine amorevole di un Dio personale. Per loro il biocentrismo cosmico va trasferito in un insieme di rapporti sociali (nella Chiesa). Inoltre, i cristiani non sono bloccati in un modello ciclico di eventi cosmici, ma si concentrano sul Gesù storico, in particolare sulla sua crocifissione e resurrezione. Noi troviamo nella Lettera ai Colossesi e nel Nuovo Testamento una dottrina su Dio differente da quella implicita nel pensiero New Age: la concezione cristiana di Dio è quella di una Trinità di Persone che ha creato la razza umana per il desiderio di condividere la comunione della vita trinitaria con le creature. Compreso nella maniera esatta, ciò significa che l’autentica spiritualità non è tanto la nostra ricerca di Dio ma Dio che cerca noi.

Nei circoli del New Age si è diffusa un’altra idea totalmente diversa del significato cosmico di Cristo. « Il Cristo Cosmico è il modello divino che trova connessione nella persona di Gesù Cristo (ma non si limita a questa persona). Il modello divino di questa connessione si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi (Gv 1, 14). Il Cristo Cosmico… conduce ad un nuovo esodo dalla schiavitù e dal pessimismo di un universo newtoniano, meccanicistico, pieno di competizione, con vincitori e vinti, dualismi, antropocentrismo, nonché dal tedio di veder il nostro entusiasmante universo descritto come una macchina priva di mistero e misticismo. Il Cristo Cosmico è locale e storico, davvero legato intimamente alla storia umana. Il Cristo Cosmico può vivere alla porta accanto o persino all’interno del più profondo e autentico sé di ognuno ». Sebbene questa spiegazione può non soddisfare tutti coloro che hanno a che fare con il New Age, è molto incisiva e mostra con chiarezza assoluta dove siano le differenze fra queste due visioni di Cristo. Per il New Age il Cristo Cosmico è un modello che può ripetersi in molte persone, luoghi e tempi; è il portatore di un enorme mutamento di paradigmi; è, in definitiva, un potenziale dentro di noi.

Per la fede cristiana, Gesù Cristo non è un modello, ma una persona divina la cui figura umano-divina rivela il mistero dell’amore del Padre per la razza umana attraverso la storia (Gv. 3, 16). Egli vive in noi perché condivide con noi la sua vita, ma questo non è né imposto né automatico. Tutti gli uomini e tutte le donne sono invitati a partecipare alla sua vita, a vivere « in Cristo ».

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