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La Regola dei Cavalieri del Tempio

venerdì, 3 ottobre 2008


Nomi dei Padri presenti al concilio di Troyes

Traduz. della Regola Latina emanata durante il Concilio di Troyes nel 1128

Presente come primo fu il vescovo di Albano Matteo, legato per grazia di Dio dalla santa Chiesa di Roma, poi Rainaldo arcivescovo di Reims, Enrico Arcivescovo di Sens, quindi i loro corepiscopi, Ranchedo vescovo di Carnotensis, Golseno Vescovo Soissons, il Vescovo di Parigi, il Vescovo di Troyes, il Presule di Orleans il Vescovo di Auxerre, il Vescovo di Meaux, il Vescovo di Chalons, il Vescovo di Laon, il Vescovo di Beauvais, l’Abate di Vezzelay che non molto tempo dopo fu fatto Arcivescovo di Lione e legato della Santa Romana Chiesa, l’Abate cirstercense, l’Abate di Pontigny, l’Abate della Trois Fontain, l’Abate di S. Denise di Reims, l’Abate di S.Etienne di Dijon, l’Abate di Molesmes….., non mancò il soprannominato Abate Bernardo di Chiaravalle il cui parere i soprascritti spontaneamente approvavano, erano presenti anche il Maestro Alberico di Reims, e il Maestro Fulcherio e molti altri che sarebbe lungo enumerare, inoltre riguardo ai non elencati sembra giusto che siano messi in mezzo come amanti della verità. Il compagno Teobaldo, il compagno di Neverre e Andrea di Baundemant, così assistevano al concilio, con attentissima cura esaminavano ciò che era ottimo, temperavano ciò che a loro appariva assurdo. Lo stesso Maestro Ugo con i suoi discepoli espose ai soprannominati padri, secondo quanto ricordava, il modo e l’osservanza della esigua origine del suo ordine militare il quale prese inizio da colui che dice: "Io, il Principio, che a voi parlo".

Piacque al concilio che, esaminato diligentemente ivi il regolamento con l’aiuto e la correzione delle Scritture, nonché con il suggerimento del Papa dei Romani e del Patriarca dei Gerosolimitani, avuto pure l’assenso del capito dei poveri Cavalieri del Tempio, che è in Gerusalemme, fosse consegnato allo scritto, perché non fosse dimenticato, e indelebilmente fosse conservato: questo perché con retta via meritassero di pervenire degnamente al loro creatore, la cui dolcezza supera talmente il miele che a lui comparato è più amaro dell’assenzio, per il quale militano, e riposino dalla Milizia per gli infiniti secoli dei secoli. Amen.

 

Documento: La Regola dei Cavalieri del Tempio

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