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La sfida delle sette o nuovi movimenti religiosi: un approccio pastorale

mercoledì, 1 ottobre 2008

del Card. Francis Arinze, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Inter-Religioso, Relazione generale al Concistoro Straordinario del 1991.

Il sorgere e il diffondersi di sette o nuovi movimenti religiosi è un fenomeno notevole nella storia religiosa dei nostri tempi. Gruppi neo-religiosi, quasi-religiosi e pseudo-religiosi sembrano essere nati o essere stati importati dall’oggi al domani. Essi operano con una considerevole vitalità. Alcuni di loro sono di natura esoterica. Altri hanno avuto origine da una loro propria interpretazione della Bibbia. E molti affondano le loro radici nelle religioni dell’Africa o dell’Asia, oppure combinano in maniera sincretista elementi di queste religioni con il cristianesimo. Alcuni vescovi hanno usato la parola «allarmante» per riferirsi alle attività di queste sette o movimenti. Ciò che allarma maggiormente è il fatto che un crescente numero di cattolici è attirato da questi gruppi. Inoltre l’atteggiamento aggressivo adottato da alcuni di loro contro la Chiesa cattolica o altre Chiese e Comunità Ecclesiali, rende le relazioni abbastanza difficoltose. D’altro canto, non meno preoccupante è la silenziosa penetrazione fra i cristiani di movimenti non cristiani, che favoriscono la doppia appartenenza. Questi movimenti guadagnano terreno al di là dei propri confini attraverso la diffusione di credenze e pratiche che sono contrarie alle verità essenziali della fede.(…) I gruppi variano molto per credenze, origini, dimensioni, mezzi di reclutamento, modelli di comportamento e atteggiamento verso la Chiesa o altri gruppi religiosi e società. (…) Sono apparsi nella forma attuale dopo la seconda guerra mondiale, si presentano come alternativa alle religioni istituzionali ufficiali e alla cultura prevalente. Sono chiamati «religiosi» perché dichiarano di offrire una visione del mondo religiosa o sacra, oppure mezzi per raggiungere altri obiettivi come la conoscenza trascendentale, l’illuminazione spirituale o l’autorealizzazione, o perché offrono ai membri le loro risposte a questioni fondamentali, quali il significato della vita o il posto di ciascuno nell’universo.(…)

Vi sono movimenti basati sulla Sacra Scrittura. Sono perciò cristiani o derivano dal cristianesimo. Formano la maggioranza di quei movimenti o sette che causano una grave preoccupazione pastorale ai Pastori della Chiesa specialmente nei paesi tradizionalmente cattolici come l’America Latina o le Filippine. Un secondo gruppo di NMR comprende quelli derivati da altre religioni come l’induismo, il buddhismo o le religioni tradizionali. Alcuni di loro assumono in maniera sincretista elementi provenienti dal cristianesimo.

Un terzo gruppo di sette mostra segni del disfacimento dell’idea genuina di religione e un ritorno al paganesimo. Non chiare nelle loro idee di Dio Creatore, esse hanno elementi di magia, superstizione, astrologia, spiritismo, stregoneria, politeismo e perfino culto satanico. Mostrano i segni di una cultura che sta diventando spiritualmente pigra o stanca dell’esasperato razionalismo della moderna civiltà tecnologica.

Un quarto gruppo comprende le sette che sono gnostiche. Nelle loro rivendicazioni naturalistiche, sembrano offrire alla gente la possibilità di liberarsi dal peso della libertà e della responsabilità, e di avviarsi su una strada che non richiede decisioni morali ma offre soltanto «illuminazione». (…)

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