Registrati

Accedi

Regola dei poveri soldati di Cristo e del Tempio di Salomone

venerdì, 3 ottobre 2008

Inizialmente, come già indicato nell’excursus storico, l’Ordine cavalleresco non disponeva di alcuna regola: comportamenti monastici e militari non erano standardizzati o formalizzati e venivano lasciati un po’ al caso, alla gestione locale ed all’intraprendenza dei vari cavalieri. Però, in occasione del Concilio di Troyes, svoltosi in Francia nel 1128, S. Bernardo da Chiaravalle (o di Clairvaux) regolarizza quasi tutti gli aspetti della vita dei cavalieri del Tempio scrivendo le prime settantadue regole (che verranno elencate nel dettaglio qui di seguito) e elaborandole specificatamente per una cavalleria religiosa e militare in grado di offrirsi come vera e propria contrapposizione e/o integrazione della cavalleria laica preesistente.

Bernardo di Chiaravalle, già famoso per aver tentato di ristabilire la pace e l’unità in tutta l’Europa dell’epoca e per aver illuminato la Chiesa con le sue appassionate esortazioni e i suoi preziosi lavori scritti, aveva iniziato a lavorare sulla formalizzazione di una regola per l’Ordine templare da tempo e fu proprio la sua fama di dottore della Chiesa che contribuì fortemente al definitivo riconoscimento da parte delle Autorità ecclesiastiche riunite nel Concilio di Troyes della Regola da lui proposta. Il riconoscimento e la sistematizzazione dettero un fortissimo impulso all’Ordine: un numero sempre maggiore di giovani veniva affascinato dalla vita templare, dal dualismo insito nella sua stessa natura, dal poter essere in simultanea monaci, devoti servitori di Dio, e condottieri al Suo Santissimo servizio.

La Regola, rara ed unica per il momento storico in cui è stata redatta, indicava nel dettaglio le modalità operative e comportamentali che i cavalieri dovevano rispettare ed offriva una spiegazione meticolosa e precisa per ciascuno dei settantadue articoli elencati. Presentava delle similarità con quella cistercense, soprattutto in relazione alla vita monacale e quotidiana, ma anche una serie di innovazioni significative che si collegavano all’arte della guerra e all’attività di lotta armata agli infedeli. Con queste particolarità, la Regola dell’Ordine templare acquisiva uno status riconosciuto e riconoscibile, diverso da tutti gli altri ordini.

All’Ordine templare, come attestano tutte le fonti storiche, potevano appartenere sia uomini di nobili origini, generalmente cavalieri che prestavano servizio ad vitam o ad terminum, sia uomini di non nobili origini che rivestivano ruoli secondari quali scudieri, sarventi e fratelli di mestiere. Nonostante ciò, la stretta osservanza della Regola era prevista in entrambi i casi; le uniche differenziazioni permesse venivano citate chiaramente e definivano con precisione le attese comportamentali ed operative cui i cavalieri dovevano attenersi strettamente. Una distinzione sostanziale fra i due gruppi si riscontrava, ad esempio, nelle vesti: quelle dei cavalieri erano bianche e simboleggiavano l’abbandono della vita nelle tenebre e l’obbligo del celibato e della castità, condizioni ritenute necessarie per poter connettersi meglio con Dio e la sua immensità divina; quelle degli altri appartenenti all’Ordine erano di colore marrone o nero.

Nel 1140, la Regola iniziale venne redatta anche in francese (la copertina che segue è quella del volume del 1242 visibile a Roma nella Biblioteca dei Lincei, Fondo Corsini) per permettere agli ‘illetterati’ di comprenderla nel dettaglio. La versione redatta in latino, lingua ufficiale del clero di allora, è precedente a quella francese e viene detta ‘Regola Primitiva’.

Negli anni, la Regola iniziale venne rimaneggiata e nuovi articoli aggiunti in risposta alle esigenze del tempo e alla costante espansione dell’Ordine in campo religioso, sociale, economico e, conseguentemente, politico. Gli iniziali 72 articoli passarono a 686, venendo integrati a seguito di varie bolle papali ed altre circostanze con retraits, statuts ed egards che resero la Regola operativa, duttile e flessibile a seconda delle esigenze dei luoghi e dei tempi che L’Ordine in crescita esponenziale si trovava a fronteggiare.

Le rivisitazioni e gli ampliamenti vennero apportati con lo scopo primario di chiarire, spiegare e commentare i vari punti espressi nella regola primaria. Grazie alla loro inclusione abbiamo oggigiorno uno spaccato interessante sulla vita sociale medievale e sulla posizione dell’Ordine in relazione ai vari contesti fronteggiati dai cavalieri templari che ci permettono di comprendere più da vicino la loro vita sia in tempo di pace che di guerra, nelle Commende di Oriente come in quelle di Occidente.

I commenti sono bloccati.