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La Storia dell’Ordine

L’Ordine monastico militare dei Cavalieri Templari fu fondato nel 1118 (o 1119) da Hugues de Payns o Payens, cavaliere dello Champagne, località a sud della Francia, in Terra Santa al tempo delle crociate. Altri otto nobili cavalieri, figli cadetti di feudatari del tempo, lo seguirono nel suo progetto iniziale dando origine all’Ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo. Gli scopi dichiarati dell’Ordine erano quelli di difendere le strade di accesso ai luoghi sacri dai banditi e dalle incursioni saracene e di presidiare i pozzi e le sorgenti. L’Ordine era alle dirette dipendenze dei pontefici che, nel susseguirsi degli anni, lo colmarono di privilegi e di poteri.

In Oriente, i cavalieri combatterono la loro guerra santa, coprendosi di gloria, pagando un pesante tributo di sangue per due secoli, addossandosi i ruoli più pericolosi durante i combattimenti, basta ricordare che, dei 22 Maestri dell’Ordine, ben 13 morirono con la spada in pugno, e guadagnandosi l’appellativo di: “Militia armata di San Bernardo”.

In Occidente, i cavalieri compirono un’opera altamente civilizzatrice: furono costruttori di ponti;  edificarono chiese, ospizi, strade e villaggi; bonificarono terreni paludosi ed incolti seguendo i sistemi cistercensi e fondarono una fitta rete di case-forti, chiamate “commende”, che ricoprirono l’intero territorio europeo permettendo ai templari, ed ai loro assistiti, di passare la notte in luoghi sani e protetti da pericoli. Le commende sorgevano ovunque: nelle vicinanze di fiumi, lungo le antiche vie consolari, nelle campagne, nei villaggi e nelle città; venivano costruite volutamente a distanza di un giorno di tragitto a cavallo fra una commenda e l’altra, tenendo conto della difficoltà del territorio. In Italia, le commende venivano chiamate “precettorie” o “mansioni” a seconda della loro importanza e comprendevano: un convento con torri di vedetta ai lati, una cappella, una foresteria, una scuderia, un’armeria, un cimitero ed un vivarium o pescheria, dove venivano allevati i pesci di cui i cavalieri templari facevano largo uso, dato il particolare regime di alimentazione seguito.

Per facilitare gli spostamenti fra Oriente ed Occidente, i templari si avvalevano di una potente e prestigiosa flotta, alla fonda nel porto della Rochelle, in Francia. Le navi templari, però, al di là dei traffici usuali fra i luoghi santi e i porti europei, erano utilizzate anche per intraprendere nuove rotte occidentali. È noto a molti che i templari si spinsero sino alle terre che, secoli dopo, saranno chiamate Americhe. Da questi territori occidentali prelevarono l’argento, di cui all’epoca l’Europa era sprovvista, utilizzandolo per la costruzione delle 80 grandi cattedrali gotiche europee.

Dopo la caduta di S. Giovanni d’Acri (1291), i templari posero il loro quartier generale a Cipro con lo scopo di avvicinarsi geograficamente a Gerusalemme, città da riconquistare, ma mantennero Parigi come centro finanziario, politico ed economico.

La cessata attività militare dell’ordine portò i templari ad occuparsi ancor più di problemi finanziari e amministrativi. Banchieri e tesorieri di papi, re e principi, furono gli inventori della “lettera di credito”, grazie alla quale il denaro poteva circolare ovunque con sicurezza. Il sistema della “fede di credito” si basava su un alfabeto criptato, conosciuto da pochi e che veniva riformulato ogni due settimane. La fede, nella prima parte del testo, conteneva la descrizione dei caratteri somatici del portatore e una parola chiave che faceva risalire al periodo e alla zona di rilascio del documento, ciò per evitare perdite di danaro nel caso la lettera di credito fosse stata rubata al reale possessore ed esibita per la riscossione del denaro in maniera fraudolenta.

L’Ordine era diventato nel tempo una potenza economica sempre più potente, pari ad uno stato nello stato. Le enormi donazioni ricevute, le redditizie operazioni bancarie, le proprietà terriere grandi come feudi e gestite magistralmente e tutti i privilegi accumulati dai templari nel tempo suscitarono le invidie di laici, ecclesiastici e re. Fra i maggiori nemici dei templari, spicca il ruolo di Filippo il Bello, re di Francia, debitore di enormi somme e fortemente impaurito dal potere templare. Questi, allevato dal tutore Egidio Romano Colonna con spirito belligerante ed ostile verso la Chiesa di Roma, si servì di personaggi di dubbia reputazione per accusare i templari di aver fatto fallire le Crociate, di essere eretici e colpevoli di altri tredici capi di accusa.

Clemente V, papa francese, non fu in grado di opporsi alle manovre false e accusatorie del re di Francia  cui doveva la sua elezione pilotata. E così, nella notte del venerdì 13 ottobre 1307, divenuto tristemente famoso, tutti i cavalieri templari furono arrestati simultaneamente negli insediamenti dell’intero territorio francese, torturati ed indotti a confessare davanti a prelati venduti e falsi. Dopo anni di tentennamenti, con i cavalieri sempre incarcerati, il papa pose fine alla questione sospendendo l’Ordine per via amministrativa con la bolla “Vox clamantis in excelso” del 3 aprile 1312. Nonostante la sospensione dell’Ordine, però, il 18 marzo 1314, l’ultimo Maestro Jacques de Molay venne messo al rogo e l’Ordine risultò, almeno in superficie, annientato. Le enormi ricchezze dei templari furono incorporate dal re di Francia anche se parte degli immobili furono dati in affidamento all’Ordine Ospedaliero San Giovanni di Gerusalemme, oggi Sovrano Militare Ordine di Malta.