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Le origini

L’Ordine, secondo alcune fonti, avrebbe inizio nel 1118, quando Hughes de Payns (o Paynes) ed altri otto Cavalieri, si recano nella Gerusalemme dell’epoca, appena riconquistata dai Crociati, assumendo il nome di Pauperes Milites Christi e proponendosi come scorta dei pellegrini in viaggio verso la Terra Santa in difesa degli assalti, frequenti e spesso mortali, dei predoni lungo il tragitto verso Gerusalemme.

Baldovino II, re di Gerusalemme, accetta di buon grado l’aiuto di questi Cavalieri intuendo gli aspetti positivi derivanti dal loro apporto armato contro i predoni e, potenzialmente, anche contro gli arabi. Dietro loro richiesta, concede l’utilizzo delle rovine del Tempio di Salomone come quartier generale e centro per le attività terrene e spirituali.

Inizialmente, l’Ordine non dispone di una regola né comportamentale, né militare, né monastica, ma in occasione del Concilio di Troyes, svoltosi in Francia nel 1128, S. Bernardo da Chiaravalle (o di Clairvaux) suggerisce le prime regole (con precisione 72) per una cavalleria religiosa e militare che possa offrirsi come vera e propria contrapposizione e/o integrazione della cavalleria laica preesistente. S. Bernardo aveva già iniziato a lavorare su questa formalizzazione da tempo ed il definitivo riconoscimento da parte delle Autorità ecclesiastiche dette un fortissimo impulso all’Ordine che, dal quel momento in poi, comincia ad infoltirsi sempre più, ad ottenere privilegi, ed a crescere di importanza quantitativa e qualitativa sotto il profilo militare, economico-finanziario e, quindi, politico.

Essendo sottoposto unicamente all’autorità del Papa, l’Ordine risulta esente da ogni tipo di imposizione fiscale e dall’ubbidienza nei confronti dei poteri temporali, sia laici sia ecclesiastici, quindi libero di agire autonomamente in molti ambiti. Nonostante questi aspetti positivi, confortati da una saggia ed oculata gestione dei beni patrimoniali, portino la potenza economica e l’influenza politica dell’Ordine, in poco meno di due secoli, a divenire molto significativi nella realtà del tempo, ne determinano indirettamente anche il declino. L’immenso potere dei Templari li rende mal visti dai monarchi del tempo e dalla Chiesa istituzionale.

Il Re di Francia, detto Filippo il Bello, passivamente sostenuto dal Papa Clemente V, sfrutta abilmente proprio le inimicizie che l’ordine del Tempio era riuscito a suscitare con la sua potenza finanziaria e la sua influenza politica riuscendo, con un abile colpo di mano, ad arrestare in massa i Templari, specialmente quelli francesi, a sottoporli ad interrogatori estenuanti, reclusioni disumane e torture corporali e psicologiche, fino ad inviarli al rogo. Filippo il Bello confisca tutti i loro beni terreni ed induce Clemente V a scrivere la Bolla Vox in excelso, del 22 marzo 1312, con la quale l’Ordine è sospeso in tutto il mondo fino ai giorni nostri.

La storia dell’Ordine sembra dunque racchiudersi tra il 1118 ed il 1314, data della morte sul rogo del Maestro Jacques de Molay. Nella realtà, tuttavia, l’Ordine, che sembra aver avuto inizio anche prima del 1118, ha continuato ad operare anche dopo il 1314 e continua a vivere destando interesse nei cuori di molti.