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La diaspora templare

Nel 1988, delusi dalla leadership portoghese di de Sousa Fontes, molti Gran Priorati europei e sudamericani si dotano di statuti autonomi e, nel castello di Siguenza (Spagna),  guidati dal Gran Priorato di Spagna, si associano nell’IFA (International Federative Alliance) con l’obbiettivo di creare un’organizzazione internazionale templare che rispetti l’autonomia dei singoli Gran Priorati. Nasce così la nuova osservanza all’IFA.

Nel 1990, a capo dello Supremus Militaris Ordo Templi Hierosolymitani (SMOTJ), de Sousa Fontes adotta gli Statuti revisionati che presenta al Capitolo Generale di Santiago (1993: Toja) in Spagna, dove, però, non sono né discussi né approvati. Nel contempo, dal 23 al 25 giugno 1995, si riunisce a Londra un Conclave Internazionale dei Templari, organizzato dallo SMOTJ durante il quale viene costituito il Consiglio dei Gran Priori, presieduto dal Gran Priore della NATO, Esposito e con Segretario Generale, il Gran Priore di Germania, von Rind con il compito di amministrare l’Ordine, di rivedere gli Statuti ed aggiornarli e di presentare delle candidature adeguate per l’elezione del Gran Maestro. I rappresentanti dell’IFA fanno sapere che sono disposti a rientrare nello SMOTJ se il Principe reggente si dimette. Si decide di convocare un Gran Capitolo a Salisburgo (Austria), ma de Sousa Fontes si rifiuta di autorizzare tale incontro e, come capo dello SMOTJ, dichiara nulle tutte le deliberazioni prese dal Conclave di Londra. Dal 3 al 5 novembre 1995 si riunisce egualmente a Salisburgo il Consiglio dei Gran Priori che revoca ogni potere al Principe reggente de Sousa Fontes.

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