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L’Ordine dopo la sospensione papale

Per quanto riguarda la presunta sopravvivenza segreta dell’Ordine, fa parte della tradizione templare l’idea che l’ultimo Maestro dell’antico Ordine, Jacques de Molay, avrebbe affidato i propri poteri ad un Cavaliere, Jean-Marc Larménius (o de l’Armenie), il quale avrebbe redatto una Charta (la cosiddetta Charta di Larménius) che sarebbe stata successivamente firmata dai Maestri segreti succeduti nel tempo. Di qui verrebbe la legittimazione storica della sopravvivenza dell’Ordine fino a quando, nel marzo del 1705, il nipote di Luigi XIV, Philippe, Duca d’Orléans (più tardi Reggente del Regno di Francia e, probabilmente di simpatie gianseniste) dichiara di “succedere” a Jacques-Henry de Durfort come Maestro del Tempio e pone fine all’esistenza “segreta” dei Templari, convocando a Versailles, l’11 aprile, un Capitolo Generale che adotta nuovi Statuti e che riconosce il Duca come Gran Maestro. Viene, altresì, diffusa la Charta Transmissionis di Larmenius, redatta in lettere cifrate, ulteriore comprova della sopravvivenza dei Templari dopo il 1314.

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